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Il presidente ha riconosciuto che per una “grande coalizione” ci sono “difficoltà”, ma non ha rinunciato ad “insistere sulla necessità di larghe intese” su “scelte di interesse generale” come “la riforma del sistema politico-costituzionale”

Un “pre-incarico” che rappresenta “il primo passo di un cammino” che ha un solo sentiero: un Governo “in pienezza di poteri” che non si limiti all’emergenza ma abbia la forza di cambiare il Porcellum e di fare alcune importante riforme istituzionali. E naturalmente che abbia i voti in Parlamento. Ecco la “gabbia” che Giorgio Napolitano ha costruito intorno a Pier Luigi Bersani invitandolo “a verificare l’esistenza di un sostegno parlamentare certo”. E poi “a riferire appena possibile”.

Il segretario del Pd ha avuto l’incarico come era prevedibile aspettarsi, ma la regia del Colle ha oggi preparato con cura una scenografia inedita che la dice lunga sulle perplessità del presidente rispetto alle idee di Bersani: Napolitano ha scelto di precedere il segretario del Pd e ha letto una lunga e articolata spiegazione. Il senso di questa formula scelta dal Colle la spiega Enzo Cheli, proprio il costituzionalista citato oggi da Napolitano: “non si tratta di un incarico depotenziato, ma semmai di un incarico condizionato perchè chi lo ha ricevuto deve compiere una verifica dal momento che non esiste ancora con chiarezza una maggioranza”, spiega bene il giurista.

Il presidente ha riconosciuto che per una “grande coalizione” ci sono “difficoltà”, ma non ha rinunciato ad “insistere sulla necessità di larghe intese” su “scelte di interesse generale” come “la riforma del sistema politico-costituzionale”. Serve “forte spirito di coesione nazionale”, ha ripetuto anche oggi. Il tutto mentre le posizioni delle principali forze politiche sono cristalizzate e rendono – almeno al momento – l’impresa di Bersani ciclopica.

Il Pdl con Silvio Berlusconi non si stanca di chiedere un Governo di ‘concordia’ o di responsabilità con la stessa maggioranza che ha sostenuto Mario Monti. E il professore continua a schierare il manipolo di Scelta Civica sulle larghe intese pur facendo sapere che “non bisogna dare nulla per scontato”. Puri e duri i grillini che non sembrano impressionati dall’incarico a Bersani e confermano il ‘no’ a ogni esecutivo formato dai vecchi partiti.

“Mi metterò al lavoro certamente con un primo necessario riferimento alle forze parlamentari che chiederò di incontrare senza dimenticare il dialogo, il colloquio con i soggetti sociali. Inizierò da subito” ha detto Pier Luigi Bersani.

“Cercherò di corrispondere l’incarico nel solco delle parole di Napolitano e cioé l’avvio di una legislatura che abbia un governo in condizioni di generare il cambiamento necessario” afferma Bersani.

“Mi prendo il tempo necessario, è una situazione difficile” ha risposto ai giornalisti che al Quirinale gli chiedevano se prevedesse tempi lunghi per le sue consultazioni.

Un governo in grado di avviare “un percorso di riforma che sia in grado di realizzare quello non è stato fatto qui e cioé aspetti rilevanti di riforme costituzionali e politico-elettorale.

BERLUSCONI, SENZA DI NOI NO MAGGIORANZA POSSIBILE – Senza di noi nessuna maggioranza è possibile. Bersani ne deve prendere atto. Lo ha detto il leader del Pdl Silvio Berlusconi intervenendo al Tg5. “Bersani prenda atto che ci sono 3 forze di pari entità ma una di queste si è sfilata rifiutandosi di sostenere il governo guidato da lui, la responsabilità incombe sulle altre due forze politiche”.

M5S CHIUDE A BERSANI. GRILLO: MA PD-PDL SI ACCORDERANNO – L’incarico di Napolitano a Pier Luigi Bersani non smuove il M5S che resta sulle proprie posizioni dicendo no alla fiducia a qualsiasi governo. Sia politico che tecnico, se portato avanti da “questi partiti”. Beppe Grillo, però, si mostra disincantato e non sembra credere alle elezioni anticipate: “alla fine ci sarà un accordo. Quella che fanno Pd e Pdl è solo una manfrina” assicura in un’intervista, sempre ad una Tv straniera, questa volta turca.

E la linea del No alla fiducia ad un qualsiasi esecutivo sorretto dai vecchi partiti è ripetuto dai capigruppo del movimento alla Camera e al Senato, Roberta Lombardi (“nessuna fiducia a Bersani”) e Vito Crimi. E ribadito con nettezza dal secondo dei due, per non lasciare spazio ad interpretazioni fuorvianti di una sua dichiarazione in cui invita il Pd a rinunciare ai rimborsi elettorali. “Faccia questo gesto e poi ne riparliamo” aveva detto il capogruppo al Senato facendo immaginare un gesto di apertura.

USA: IMPAZIENTI COLLABORARE CON NUOVO GOVERNO ITALIA – L’amministrazione Obama ”aspetta con impazienza di collaborare col nuovo governo italiano”: lo afferma all’ANSA un portavoce del Dipartimento di Stato. ”Stiamo osservando da vicino gli ultimi sviluppi”, ha aggiunto, con riferimento alle consultazioni e all’incarico per tentare di formare un nuovo esecutivo.

“Il Dipartimento di Stato sta osservando da vicino gli sviluppi in Italia”, afferma il portavoce dell’amministrazione Obama, esprimendo ancora “congratulazioni” al nostro Paese “per le elezioni del mese scorso”. “Una volta che il nuovo governo italiano sarà formato, aspettiamo con impazienza di lavorare insieme su una vasta gamma di priorità condivise”, ha aggiunto il portavoce, ribadendo come “l’Italia è un partner fondamentale per risolvere le questioni globali, come testimoniato dalla recente visita a Roma di John Kerry, nel corso del suo primo viaggio all’estero da segretario di Stato”.

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