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È stato soppressa la figura del segretario generale aggiunto, mentre i vice segretari passano da due a tre e mantengono anche le direzioni di tre aree; Di Piazza però non percepirà l’indennità relativa al ruolo di vice segretario. Il segretario generale perde l’indennità compensativa di produttività, circa 30 mila euro all’anno

Il consiglio di presidenza dell’Assemblea regionale siciliana ha approvato tagli per un milione di euro al personale e ha stabilito una nuova organizzazione degli uffici amministrativi. Per il 2013 i tagli saranno nel complesso pari a 2 milioni di euro, così come per il 2014. Le decisioni del consiglio di presidenza sono state presentate in conferenza stampa dal presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone alla presenza dell’intero consiglio di presidenza, e del segretario generale Giovanni Tomasello.

È stato soppressa la figura del segretario generale aggiunto (ruolo ricoperto da Paolo Modica), mentre i vice segretari passano da due a tre (Salvatore Di Gregorio, Silvana Tuccio e Mario Di Piazza) e mantengono anche le direzioni di tre aree; Di Piazza però non percepirà l’indennità relativa al ruolo di vice segretario. Il segretario generale perde l’indennità compensativa di produttività, circa 30 mila euro all’anno.

Inoltre è stato ridotto del 20% il trattamento tabellare per il personale assunto dal primo gennaio per concorso e confermato il blocco degli aumenti previsto dal vigente contratto per il personale dell’Ars valido fino al 31 dicembre del 2014.

Altri tagli riguardano la riduzione del 25% dell’indennità di funzione dei vice segretari (da 2.122 a 1.591 mensili), dei direttori (da 1.790 a 1.342 euro), dei capi uffici (da 1.061 a 715 euro), dei responsabili delle unità operative (da 530 a 397 per le quote minime e da 663 a 497 per le massime); la riduzione del 25% delle indennità di mansione e del 15% di altre indennità, quali notturno, festivo, missioni e reperibilità.

Gli uffici vengono ridotti da 29 a 21. “Sono grato a tutto il personale dell’Ars, al segretario generale, al capo di gabinetto e ai questori per il lavoro svolto”, ha detto Ardizzone.

Alla luce della riduzione del numero dei parlamentari da 90 a 70 a partire dalla prossima legislatura, il segretario generale dell’Ars, Giovanni Tomasello, sostiene che “qualche altro taglio negli uffici amministrativi del Parlamento si può fare, ma si tratta di poche unità”, avvertendo che “bisogna stare attenti al livello di qualità, che al momento pur avendo già ridotto la pianta organica, è di alto livello”. Insomma, altri tagli sarebbero possibili ma il rischio è che venga meno il “presidio di professionalità” della machcina burocratica a supporto dell’attività parlamentare.

Assieme ai tagli alle indennità di funzione, apportati dal Consiglio di presidenza, l’amministrazione ha deciso di non rinnovare sei incarichi di reggenze di uffici e due incarichi di compiti particolari. Inoltre gli incarichi di vertice passano da 13 a 11, compreso quello di datore di lavoro attribuito a Paolo Modica, che ricopriva il ruolo di segretario aggiunto, figura soppressa.

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